Informazioni sulla difficoltà delle parole chiave
Che cos’è la difficoltà delle parole chiave?
La difficoltà delle parole chiave stima quanto sarebbe difficile raggiungere la prima pagina dei risultati per un termine, su una scala da 0 a 100. Descrive la concorrenza che occupa già quelle posizioni, non qualcosa relativo alla frase in sé.
Il numero viene calcolato in base all’autorevolezza delle pagine attualmente posizionate, soprattutto alla dimensione e alla qualità dei profili di link che le supportano. Un termine è difficile perché è occupato da pagine consolidate, non perché le parole siano insolite o l’argomento sia tecnico.
Un controllo della difficoltà di una parola chiave è quindi una valutazione competitiva, non un verdetto sulla parola chiave. Indica cosa si frappone al posizionamento, ma non dice assolutamente nulla sul fatto che valga la pena puntare su quel termine.
Come leggere il punteggio
Le fasce sono convenzioni, non soglie rigide. In generale, i termini nella fascia bassa sono alla portata di una pagina ben realizzata, quelli nella fascia intermedia richiedono una reale autorevolezza a loro supporto, mentre quelli nella fascia alta richiedono una campagna, non un semplice articolo.
Leggi il punteggio in relazione al tuo sito, invece di considerarlo in astratto. Un punteggio di 40 è un obiettivo abituale per un dominio consolidato, ma irrealistico per un sito pubblicato il mese scorso; lo stesso valore ha quindi un significato diverso per ciascuno.
Un volume elevato abbinato a una bassa difficoltà dovrebbe destare sospetti anziché essere motivo di festeggiamenti. Di solito significa che il termine è ambiguo, stagionale oppure che i risultati soddisfano la ricerca senza richiedere un clic; le medie dei backlink riportate sotto il punteggio sono il modo più rapido per capire quale di questi casi si applica.
La difficoltà delle parole chiave conta ancora nel 2026?
È importante come criterio per definire l’ordine di priorità del lavoro. La maggior parte dei siti ha molti più termini candidati di quanti ne possa gestire, e la difficoltà è il modo più semplice per ordinare un lungo elenco distinguendo ciò che è raggiungibile ora da ciò che è un progetto per il futuro.
Vale la pena ricordare quante informazioni vengono condensate in un singolo valore. Due termini con un punteggio di 45 possono richiedere lavori completamente diversi: per uno potrebbe essere necessaria una pagina più autorevole, mentre per l’altro potrebbe servire un tipo di pagina del tutto diverso; il punteggio non è in grado di distinguerli.
Il punteggio descrive anche la situazione odierna. È un’istantanea di chi si posiziona attualmente, quindi cambia man mano che la prima pagina si aggiorna; un termine che un anno fa sembrava irraggiungibile merita di essere verificato nuovamente, invece di darlo per scontato.
Come si collega la difficoltà delle parole chiave alla ricerca tramite IA
Le risposte dell’IA vengono generalmente assemblate a partire da pagine che si posizionano già bene, quindi la difficoltà resta un indicatore valido del costo necessario per essere citati. Ottenere un posto nella prima pagina e ottenere un posto in una risposta sono, in gran parte, lo stesso lavoro.
Dove il punteggio non restituisce il quadro completo è nel caso di termini specifici, formulati come domande. Spesso presentano una difficoltà bassa proprio perché è facile rispondere, motivo per cui anche un riepilogo dell’IA tende a rispondere direttamente e la pagina di risultati riceve meno visite di quanto la posizione farebbe pensare.
La risposta pratica consiste nel valutare la difficoltà insieme all’intento, anziché considerarla isolatamente. Un termine facile che fa terminare la ricerca altrove vale meno di uno più difficile che porta da te qualcuno pronto ad agire.
Best practice per la difficoltà delle parole chiave
- Confronta la difficoltà all’interno di uno stesso argomento, non tra argomenti non correlati.
- Leggilo insieme al volume, all’intento e al costo per clic: preso da solo non indica nulla.
- Valuta il punteggio in relazione all’autorevolezza del tuo sito, anziché considerarlo un valore assoluto.
- Esamina le medie dei backlink alla base del numero, invece di affidarti solo al numero.
- Considera un punteggio basso per una parola chiave ad alto volume come un invito ad approfondire, non come una vittoria facile.
- Ricontrolla periodicamente, perché la prima pagina cambia e con essa cambia anche il punteggio.
Cosa controlla questo strumento
Il verificatore della difficoltà delle parole chiave cerca il termine nel nostro indice e restituisce il punteggio di difficoltà insieme ai dati che ne forniscono il contesto: il volume di ricerca mensile e la sua tendenza recente, il costo per clic e la concorrenza degli inserzionisti, l’intento di ricerca associato al termine e il numero medio di backlink e domini di riferimento delle pagine attualmente posizionate.
A differenza degli strumenti di difficoltà delle parole chiave che mostrano anche una pagina completa dei risultati, questo strumento si limita deliberatamente alle metriche. La panoramica è autosufficiente, mentre una pagina dei risultati in tempo reale è un’esigenza distinta a cui rispondono già i nostri strumenti SERP.
I dati provengono dal nostro indice e non da una ricerca in tempo reale, quindi descrivono il quadro associato a quel termine e a quella località, non ciò che un browser mostrerebbe in questo preciso momento. Questo è utile per la pianificazione, ma non è lo strumento adatto per confermare una modifica apportata ieri.
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